I Nostri Chef

di FornellidItalia
Ciro Salatiello è nato a Calvizzano, un paesino a Nord di Napoli, ha frequentato l’istituto alberghiero di Formia. Le sue esperienze migliori si riassumono nella pubblicazione di tre libri: “In cucina con Ciro Salatiello”, scritto in collaborazione con i medici sociali del Calcio Napoli, “Gli ingredienti di una vita”, la scoperta della storia che si cela dietro antiche ricette e documenti storici inediti, e “La cucina napoletana”, in cui dedica un capitolo al suo prodotto, il Kepurp, alternativa italiana al Kebab. Ha partecipato a programmi televisivi nazionali e ad una rubrica gastronomica radiofonica, “Le ricette dei Campioni”.
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Romana, classe 1978, Eleonora Masella chef Patron del ristorante La Credenza scopre la sua passione fin da piccola ma crescendo sceglie di intraprendere altri percorsi e studi. All'apice della carriera decide comunque di dedicarsi anima e corpo alla professione di cuoca. Apre il suo ristorante nel 2019 "La credenza di Ele" a Marino gestito insieme al marito Daniele Collu, tra gli spazi di una cantina del 1600. La chef ama molto i prodotti del territorio fino al punto di coltivarle personalmente nel suo orto.
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Sara Galli, classe 1982, già da bambina dimostra una forte predisposizione per tutto quello che riguarda la cucina, Si iscrive alla scuola alberghiera e ottiene il diploma all'istituto Carlo Porta di Milano nel 2001. Dopo numerosi stage in hotel della zona, tra cui il Four seasons hotel con lo chef Sergio Mei, trova il primo impiego a Como come aiuto pasticcera e si trasferisce. Da questo momento i suoi dessert iniziano ad essere conosciuti sul lago e cresce professionalmente continuando a sperimentare tecniche nuove avvicinandosi anche al cake design. La pasticceria però non è una vera e propria passione ma un passaggio obbligato per diventare secondo chef al ristorante Acqua dolce di Carate Urio prima e all'albergo Belvedere(ex locanda bonelli della soap vivere) di Torno poi fino ad arrivare ad oggi, dove è chef in un ristorante vicino al centro di Como dove la sua cucina classica ma con un tocco di modernità la fa da padrona... La locanda dei giurati.
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Cristian Juri Imperioli, nasce a Velletri, nel 1995. "Sono sempre stato innamorato della cucina e della ristorazione in generale, fin da bambino", dice. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero di Marino (RM), ha deciso di intraprendere un percorso alla Boscolo etoile academy (una delle più prestigiose scuole di cucina in Italia). Ha salutato la casa natia, ed ha iniziato a viaggiare per lavoro a 19 anni, lavorando in hotel 5 stelle e ristoranti di alta categoria culinaria. A 26 anni prende in mano le redini di “Hedera bistrot”, ad Anzio, sul litorale romano, dove lavora ancora oggi.
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La sua carriera inizia appena terminate le scuole superiori, dove ha potuto apprendere le basi della ristorazione. "Avevo voglia di passare dalla teoria alla pratica subito - racconta - e quindi ho iniziato come aiuto pizzaiolo. Un passaggio basico per chi come me è alle prime armi e vive a Napoli. In pratica mettevo le pizze dal forno al cartone, ma con questo lavoro potevo osservare gli altri e imparare, come si dice rubare il mestiere". Solo dopo qualche anno si è lanciato in un'esperienza lavorativa diversa. "In una grande cucina a Milano marittima, li ho scoperto la mia passione vera: la cucina di Mare. Seguendo il primo Chef, ho imparato molto sulla cucina di pesce, tanto poi da sentirmi sicuro e iniziare una nuova avventura come responsabile di Cucina. Ha fatto la sua prima esperienza in un ristorante a Pompei, dopo due anni ha accettato la sfida di Craft27, a Torre Annunziata. "Qui sento di poter esprimere al meglio il mio potenziale, dando libero sfogo alla creatività e alla voglia di crescere. Supportato da una struttura che ha il mio stesso obiettivo: puntare sempre a fare un passo in avanti".
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Nasce in Calabria il 23/12/90 e si diploma all'istituto alberghiero. "Già all'età di 14 anni - racconta - ho iniziato a lavorare d'estate in un ristorante vicino casa, in provincia di Vibo Valentia". Appena diplomato inizia da subito a girare l'Italia, lavorando nelle migliori cucine anche di ristoranti stellati. A marzo del 2021 arriva a Cà del Moro wineretreat, in provincia di Verona, nella bellissima realtà della valpantena. "Qui - spiega - oltre al ristorante dove nei piatti facciamo ricerca del territorio interpretandolo in chiave moderna, produciamo anche vini, tra cui un ottimo Amarone pluripremiato. La nostra cucina è identificativa e concreta, in ogni piatto ogni cosa ha un suo gusto e sapore ben definito e identificativo, che ci riporta indietro nel tempo e ci riporta alla tradizione".
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Valentin Bouilleveaux, nato nel 1993, chef classe 2010 di Parigi, chef Italo/ francese. Studia in un prestigioso istituto alberghiero Paul Augier di Nizza. Terminati gli studi ha avuto l’occasione di lavorare in cucine stellate tra cui quella del Metropole (Montecarlo) sotto la guida dello chef Joel Robuchon. Successivamente in Haute Savoie al Ristorante O’Flaveur una stella Michelin, poi in Svizzera al Domaine de Chateauvieux , due stelle Michelin come sous-chef. Un’esperienza all’hotel Les Tresom, presso al ristorante la Rotonde, in cui ha ottenuto una stella michelin. Infine ha avuto l’occasione di lavorare per una stagione invernale a Courchevel Palazzo Cheval Blanc ,nella cucina mitica del maestro Yanick Aleno. “Ho lavorato in tutti i tipi di ristorazione, dai bistrot chic alla cucina stellata – racconta - e oggi dopo aver fatto tanta esperienza, ho aperto con alcuni soci un raffinato ristorante italiano “Navigli” a Parigi
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Classe 1979, dal 2011 Daniele Sechi è la testa creativa ed Executive Chef del prestigioso Hotel Gabbiano Azzurro e annesso Blù Restaurant di Golfo Aranci, dirigendo con naturalezza una Brigata di 18 elementi. La sua passione per la cucina passa oggi anche attraverso la formazione di queste giovani leve, perchè insegnare un mestiere permette di ridiscutere instancabilmente i propri metodi e le proprie convinzioni, tenendosi giovani e aggiornati, sempre al passo con il nuovo che arriva e la storia e tradizione che ci portiamo dentro. Giovane e ambizioso “self-made” Chef, Daniele Sechi è cresciuto professionalmente non grazie ad una rigida formazione scolastica, ma attraverso il duro lavoro nelle cucine di tutto il mondo, grazie alla sua insaziabile passione e alla coraggiosa visione di altri Chef, quali Franco Alba, Davide Zanni, e Sergio Mei, i quali hanno riconosciuto e nutrito il suo naturale talento. Con particolare riconoscenza e affetto, Daniele porta nel cuore l’esperienza al Four Season di Milano, a fianco del grande Sergio Mei, maestro di vita, di cultura e di rispetto per il prodotto, che ha ravvivato in Daniele l’amore per la propria terra, la Sardegna, un amore fatto di passione, gioia e talvolta anche sofferenza. Con l’obiettivo di divertirsi e di confrontarsi con una nuova realtà, nel 2015 Daniele ha partecipato a competizioni internazionali e nazionali, conseguendo nel 2015 la Medaglia d’Argent o ai Campionati della Cucina Italiana organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi nella categoria Senior Cucina Calda Mediterranea Rivisitata, e in seguito, sempre all’interno degli stessi Campionati, nel 2017 ha conseguito un ulteriore Argento, questa volta nella categoria Dessert da Ristorazione, più un Oro con Cucina Calda Mediterranea Rivisitata. Nel 2019 il Blù Restaurant ha ottenuto il Cappello delle guide de l’Espresso- Nel 2020 - racconta - ho deciso di intraprendere una nuova avventura in famiglia con mia sorella Ilenia e Pierfranco mio cognato, aprendo il ristorante Dani e Pier il Purgatorio seguendo la filosofia di dare qualità con pochi tavoli. Dani e Pier il Purgatorio da quest’anno è presente con una menzione speciale nelle guide dell’Espresso ed inoltre è stato giudicato dall’Accademia della Cucina Italiana con il punteggio di 8,9. Oggi mi definirei uno Chef di stampo Mediterraneo, sempre alla ricerca di ricette antiche e sapori originali, da rivisitare e riproporre attraverso più attuali metodi di cottura e abbinando i profumi delle erbe ad infusione e le numerose eccellenze italiane che la terra sarda così generosamente concede". Estimatore della Fregula Sarda e di tutte le eccellenze di questa ricchissima terra, ha inserito nella carta del Blù Restaurant solo il meglio dei prodotti dati dalla manualità artigianale sarda. Daniele ama il Cappone di Mare, la Cernia Gialla, il Gambero Viola Locale e la Bottarga di Sardegna. Predilige le erbe ad infusione, rispettandone e sfruttandone al massimo i profumi e caratteristiche organolettiche.
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Executive Chef del ristorante Tazio e del Bar & Restaurant Posh a Roma, figlio d’arte e poeta visionario della cucina italiana, Niko Sinisgalli ha tradotto in piatti unici la bellezza della nostra Penisola senza mai dimenticare le ricette tipiche ma aggiungendo sempre un tocco innovativo in grado di dar vita a prelibatezze che hanno incantato personaggi illustri come Liam Neeson, Sofia Loren, il Dalai Lama, Richard Gere e Wilbur Smith. Figlio d’arte, la sua è una passione che nasce fin da bambino quando, affascinato dalla cucina della nonna, ha imparato a preparare la maggior parte delle basi e dei piatti della cucina tradizionale. Dal padre che lo portava al mercato ha imparato a riconoscere ed acquistare prodotti freschi e di qualità. È in seguito all’incontro con Don Alfonso e la sua storica scuola che la creatività diventa arte culinaria, espressione, linguaggio. Per Niko l’arte del cucinare è qualcosa di più che servire ottimi piatti.
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