Nel 2025, il settore vinicolo italiano si trova ad affrontare una crisi senza precedenti a causa dei dazi imposti dagli Stati Uniti, pari al 20%. L’Unione Italiana Vini (Uiv) stima che tali misure porteranno a una riduzione dei ricavi di 323 milioni di euro all’anno, mettendo in pericolo la sopravvivenza di molte aziende del settore. Lamberto Frescobaldi, presidente di Uiv, ha evidenziato l’urgenza di un accordo tra le imprese italiane e i partner commerciali statunitensi, i quali beneficiano notevolmente delle importazioni di vini italiani. Frescobaldi ha sottolineato la necessità di condividere il peso di questi costi extra per non gravare sui consumatori finali.
Impatto dei dazi sul settore vinicolo
In aggiunta, ha espresso preoccupazione riguardo a un possibile escalation di tensioni tra l’amministrazione americana e quella europea, sottolineando l’importanza di escludere gli alcolici dalle dispute commerciali. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, il 76% delle 480 milioni di bottiglie italiane spedite negli Stati Uniti nel 2024 è esposto a questi dazi, con il Moscato d’Asti, il Pinot grigio e il Chianti Classico tra i più colpiti. In totale, il valore delle bottiglie a rischio supera 1,3 miliardi di euro, rappresentando il 70% dell’export italiano verso gli Stati Uniti.
Federvini, dazi Usa un grave colpo all’export italiano da 2 miliardi
Federvini ha manifestato un forte disappunto per i dazi imposti dall’amministrazione statunitense sui prodotti europei, definendoli un grave passo indietro per il libero scambio. Questa decisione avrà ripercussioni significative sul commercio transatlantico, in particolare per il settore agroalimentare italiano. Il comparto dei vini, liquori e aceti italiani, che vale oltre 2 miliardi di euro in esportazioni verso gli Stati Uniti, coinvolge circa 40.000 aziende e oltre 450.000 lavoratori lungo l’intera filiera. La presidente di Federvini, Micaela Pallini, ha avvertito che l’aumento dei prezzi non sarà limitato ai dazi, ma si estenderà a tutta la catena commerciale. Ha inoltre ricordato che in passato misure simili hanno portato a perdite fino al 50% delle esportazioni verso gli Stati Uniti, invitando le istituzioni a unirsi per contrastare gli effetti di queste politiche protezionistiche.
Cooperative, 30% dell’export vino in Usa e 25% formaggi
Raffaele Drei, presidente di Confcooperative Fedagripesca, ha commentato l’annuncio dei dazi al 20% da parte di Trump, sottolineando l’urgenza di misure protettive per le aziende. Le cooperative rappresentano il 30% dell’export vinicolo negli Stati Uniti, con un fatturato di oltre 570 milioni di euro. Per quanto riguarda i formaggi, le cooperative commercializzano 122 milioni di euro negli Stati Uniti, pari al 25% delle vendite totali. Drei ha avvertito che la situazione geopolitica attuale presenta un problema di competitività per tutte le aziende del settore, non solo per quelle che esportano negli Stati Uniti. Ha esortato a destinare maggiori risorse per la promozione e a semplificare le procedure burocratiche per l’accesso ai bandi.
Parmigiano Reggiano, assurdo colpire un prodotto di nicchia
Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, ha criticato la decisione di colpire il Parmigiano con i dazi, affermando che si tratta di un prodotto di nicchia, non in concorrenza con i formaggi americani. Con l’aumento della tariffa dal 15% al 35%, Bertinelli ha ribadito che il Parmigiano Reggiano è un prodotto premium e che l’aumento del prezzo non implica necessariamente una diminuzione dei consumi. Ha annunciato l’intenzione di lavorare per spiegare le ragioni per cui i dazi non dovrebbero essere applicati a un prodotto che non compete con i formaggi locali. Ha inoltre sottolineato che l’imposizione di dazi aumenta solo i prezzi per i consumatori americani, senza proteggere i produttori locali.
Consorzio Chianti, fondamentale accordo con Mercosur
Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, ha espresso rammarico per la decisione di Trump sui dazi, ma ha sottolineato l’importanza di non rimanere fermi. Ha evidenziato la necessità di rafforzare la presenza in nuovi mercati, come il Sud America, attraverso l’accordo con il Mercosur. Busi ha affermato che è fondamentale investire anche in Asia e iniziare a promuovere i vini italiani in Africa e India per diversificare le esportazioni e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. Ha invitato le istituzioni europee a rendere operativo l’accordo di libero scambio con il Mercosur per aprire nuove opportunità commerciali per le aziende europee.
Confagri, colpiti settori di punta, serve risposta unitaria
Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha dichiarato che l’Italia subirà danni significativi a causa dei dazi statunitensi, in particolare per i prodotti di fascia media come vini, olio d’oliva e pasta. Giansanti ha sottolineato l’importanza di una risposta unitaria da parte dell’Unione Europea per affrontare le sfide poste dai dazi. Ha avvertito che potrebbero verificarsi anche un’invasione di prodotti da altri paesi, come la Cina, che subiranno le stesse tariffe. Ha ribadito la necessità di misure rapide e coese per proteggere la competitività del sistema agroalimentare italiano ed europeo.
Cia, serve una risposta negoziale immediata dell’Ue
Il presidente della Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha dichiarato che i dazi del 20% annunciati da Trump colpiranno duramente il settore agroalimentare italiano. Ha esortato l’Unione Europea a rispondere prontamente per evitare una guerra commerciale devastante. Fini ha sottolineato che è fondamentale agire uniti come Europa, evitando posizioni nazionalistiche e recuperando lo spirito di coesione che ha caratterizzato i padri fondatori dell’Unione. Ha chiesto anche una ridefinizione delle politiche di globalizzazione, tenendo conto delle sfide attuali.
