Il 3 gennaio 2025, il Senato italiano ha avviato l’iter per l’approvazione del disegno di legge presentato dalla Lega, mirato a tutelare e valorizzare la filiera del tartufo. Questo provvedimento si propone di colmare un vuoto normativo che persiste da oltre quarant’anni, con l’obiettivo di regolamentare in modo efficace un settore di grande rilevanza per l’agricoltura nazionale. Il senatore piemontese Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Agricoltura, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, evidenziando come i tartufi rappresentino un prodotto di eccellenza del made in Italy.
Nuova normativa per il settore tartuficolo
Il disegno di legge in discussione prevede una riforma organica delle norme attualmente in vigore, risalenti alla legge n. 752 del 16 dicembre 1985. La proposta si concentra sulla necessità di semplificare le procedure autorizzative riguardanti la raccolta e la coltivazione dei tartufi. Questo approccio intende garantire un’efficace cooperazione tra le istituzioni preposte ai controlli, permettendo a ciascuna di operare in base alle proprie competenze. Bergesio ha rimarcato che il tartufo è un patrimonio culturale e economico di grande valore, essenziale per molte aree rurali italiane, anche quelle più marginali.
Il settore del tartufo genera un fatturato annuo superiore ai 200 milioni di euro, contribuendo significativamente all’economia locale. La varietà di specie di tartufi apprezzate sia in Italia che all’estero rende questa filiera strategica per il mercato agroalimentare. La nuova normativa, frutto di un dialogo tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) e le associazioni di categoria, mira a potenziare l’intera filiera, con un occhio attento anche all’export.
Obiettivi e benefici della legge
L’obiettivo principale del disegno di legge è quello di valorizzare le attività connesse alla cerca, alla raccolta, alla coltivazione e alla commercializzazione dei tartufi. Questa iniziativa non solo punta a garantire la qualità e la sicurezza del prodotto, ma anche a tutelare i tartufai e gli operatori del settore, che spesso si trovano ad affrontare problematiche legate alla concorrenza sleale e all’assenza di regole chiare.
Con l’approvazione di questa legge, ci si attende un miglioramento delle condizioni di lavoro e delle opportunità economiche per i produttori di tartufi. Inoltre, si prevede un incremento della consapevolezza riguardo alla sostenibilità delle pratiche di raccolta e coltivazione, garantendo così la salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio naturale. La legge si propone di creare un sistema di tracciabilità che possa garantire l’origine e la qualità del tartufo, rendendolo ancora più appetibile sui mercati internazionali.
Il disegno di legge rappresenta dunque un passo fondamentale per il riconoscimento e la valorizzazione di un prodotto che non solo è simbolo dell’eccellenza gastronomica italiana, ma che riveste anche un’importanza economica strategica.
